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D'acord amb la tradició, les revelacions poden venir directament de Déu a través de qualsevol mitjà, com ara:
Pel que fa al contingut, la revelació pot tenir relació amb:
En la teologia catòlica, el terme revelació ha assumit un significat específic: la revelació és el conjunt de veritats de fe (el terme tècnic és depositum fidei) que són presents a les Sagrades Escriptures, en la Tradició catòlica (se sol escriure en majúscula, especialment per referir-se als escrits dels Pares de l'Església) i en el Magisteri catòlic (l'ensenyament oficial de l'Església, en particular dels papes). En la tradició protestant, amb la paraula revelació es fa referència al llibre bíblic que en altres confessions es coneix com Apocalipsi. A causa de la seva naturalesa transcendent, la revelació no pot ser objecte d'investigació científica.
edita Religions reveladesS'anomenen religions revelades aquelles que afirmen que han rebut el seu cos doctrinal directament de Déu per mitjà d'una revelació. Normalment, aquesta revelació es posa per escrit en un llibre sagrat —per exemple, la Bíblia per als jueus i els cristians, i l'Alcorà per als musulmans. edita JudaismeSegons el judaisme ortodox, al llarg de la història Déu ha parlat diverses vegades amb els homes i se'ls ha mostrat, a cops en forma humana, més sovint a través de símbols, com l'arbust en flames de Moisès. Els primers homes als quals es va manifestar van ser els pares del poble hebreu, coneguts com patriarques. Entre aquests hi ha Moisès, que segons la tradició va posar per escrit els primers cinc llibres de la Bíblia, coneguts com Pentateuc. Després d'ell hi ha altres profetes que es considera que comunicaven ensenyaments revelats per Déu; els llibres atribuïts a aquests profetes formen part del cànon de la Bíblia. El cànon de la Bíblia jueva (l'Antic Testament) es va completar en els últims segles abans de l'era cristiana. Des d'aleshores no hi ha hagut cap altre profeta, però els jueus encara esperen la vinguda de l'últim i definitiu: el Messies. edita CristianesimoNell'ambito del cristianesimo si è elaborata una teologia della rivelazione, con la finalità di approfondire il messaggio della parola di Dio riguardo appunto alla manifestazione di Dio e alle sue modalità e possibilità di comprensione da parte degli uomini. I cristiani riconoscono la rivelazione trasmessa ai patriarchi e i profeti dell'ebraismo, ma affermano che si trattò di una rivelazione parziale, che aveva lo scopo di anticipare e preparare la rivelazione piena che venne con Gesù, il quale completò e chiarì il senso della rivelazione antica. La rivelazione di Gesù è stata messa per iscritto nel Nuovo Testamento, la seconda parte della Bibbia cristiana (la Bibbia ebraica comprende solo l'Antico Testamento). La Chiesa cattolica distingue inoltre tra rivelazione pubblica e rivelazioni private. La prima è la rivelazione manifestata da Dio dapprima per mezzo dei patriarchi e dei profeti, e poi per mezzo di Gesù. La rivelazione pubblica è pienamente compiuta con Gesù: pertanto dopo la sua venuta non vi sono più stati né vi saranno altri profeti. Nella categoria delle rivelazioni private rientrano invece le visioni mistiche e le apparizioni. In questo caso non si parla di profeta ma di veggente. Anche quando viene approvata ufficialmente dalla Chiesa come autentica (come ad esempio le apparizioni di Lourdes), una rivelazione privata non è considerata impegnativa per il credente, vale a dire che egli non è obbligato a credere al contenuto di tale rivelazione; anche perché a volte si tratta di messaggi simbolici a cui non è possibile dare un'interpretazione inequivoca (si veda ad esempio il celebre Terzo segreto di Fatima). edita IslamAnche l'Islam riconosce la rivelazione manifestata da Dio tramite i profeti dell'ebraismo e tramite Gesù, che nella religione musulmana è anch'egli considerato un profeta. La rivelazione compiuta e definitiva venne poi manifestata a Maometto, l'ultimo e il più grande dei profeti, e messa per iscritto nel Corano. Il Corano è considerato "parola di Dio" nel senso più pieno del termine, proveniente direttamente da lui e trascritta da Maometto senza alcuna rielaborazione o interpretazione. edita Forme della rivelazioneedita VerbaleAlcuni ritengono che Dio possa comunicare con gli uomini in modo diretto e verbale. Tale è la rivelazione verbale. Secondo la Religione ebraica ortodossa ed il Cristianesimo tradizionale, questo è il modo in cui ebbe luogo la rivelazione dei primi cinque libri di Mosè. I proponenti dell'ispirazione verbale della Bibbia nella tradizione Cristiana non credono in una "teoria del dettato", secondo cui il profeta avrebbe semplicemente registrato la Parola di Dio. Piuttosto, ritengono che l'ispirazione sia un processo organico, ove Dio sovraintende alla scrittura, in modo che il documento comunichi la volontà Divina usando lo stile proprio dello scrittore, ed in modo conforme ai costumi del periodo. edita Non verbaleSecondo altre scuole di pensiero, la rivelazione non sarebbe né verbale né letterale, anche se avrebbe dei contenuti proposizionali. I profeti sarebbero ispirati da un messaggio Divino, che avrebbe luogo in maniera non verbale. Rabbi Abraham Joshua Heschel ha scritto che "Per comunicare l'esperienza compiuta dai profeti, la Bibbia usa termini descrittivi o termini indicativi. Qualunque descrizione empirica dell'atto della rivelazione avrebbe dato luogo al ridicolo. È per questo motivo che tutto ciò che la Bibbia fa è dichiarare che la rivelazione ha avuto luogo. Il modo in cui ha avuto luogo è qualcosa che venne comunicato usando termini evocativi ed allusivi." [2] edita Mediante lo sviluppo storico della fedeQuanti credono che Dio sia non-antropomorfo, sostengono che le due precedenti forme di rivelazione sono impossibili. Per cui, essi ritengono che la volontà Divina sia rivelata nel corso dell'interazione tra Dio e l'uomo nel corso della storia. Ad esempio, Rabbi Louis Jacobs suggerisce che l'attenta osservazione di come gli Israeliti abbiano inteso la volontà di Dio nel corso della loro storia rivela come Dio abbia in realtà influenzato lo sviluppo della halakha (la legge ebraica). La rivelazione consisterebbe di questo processo.
"Rabbi Abdimi di Haifa ha detto: dal giorno in cui il Tempio fu distrutto, il dono della profezia fu ritirato dai profeti e concesso ai Saggi. Forse che un Saggio non è anche un profeta?" Si tratta di una domanda retorica, la cui risposta è ovviamente positiva. Il Talmud prosegue: "Ciò che Rabbi Abdimi intendeva era che quantunque la profezia sia stata ritirata dai profeti, non lo è stata dai Saggi. edita EsistenzialismoNel XX secolo, gli esistenzialisti religiosi suggerivano che la rivelazione non trattenesse di un contenuto riguardante sé stessa; piuttosto, ritengono che Dio ispiri persone con la Sua presenza venendo in contatto con loro. Da questo punto di vista la Bibbia è una risposta umana che annota come essi rispondevano a Dio. La rivelazione o l'informazione da una fonte soprannaturale ha una importanza minore in altre tradizioni religiose. Non è di grande importanza nelle religioni asiatiche come il Taoismo, e Confucianesimo ma le somiglianze sono state notate affinità tra il punto di vista di Abramo della rivelazione e il principio del Risveglio di Buddha. edita VisitazioneUn'esperienza di presenza o comunicazione tra il recentemente defunto e il suo coniuge o la sua progenie è chiamata "visitazione". Questa esperienza può essere interpretata da alcune persone come rivelazione dellla volontà di Dio. Tali esperienze sono considerate normative e non patologiche secondo i DSM IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). edita Notes
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