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Luigi XIV di Borbone (Saint-Germain-en-Laye, 5 settembre 1638 – Versailles, 1 settembre 1715) fu il terzo re di Francia e di Navarra della casata dei Borbone, regnò dal 14 maggio 1643 fino alla sua morte. Fu chiamato il Re Sole (in Francese Le Roi Soleil) o Re Luigi il Grande (in francese Louis Le Grand). Primogenito di Luigi XIII di Francia e di Anna d'Austria che era figlia del re Filippo III di Spagna. Rafforzò l'influenza della Francia in Europa e nel mondo, combattendo tre grandi conflitti; ma oltre che militarmente, la cultura francese fu sovrana in Europa durante il suo lungo regno. Convinto assortore di una monarchia di tipo assolutistico, regnò comunque sempre nell'interesse della Francia.
modifica BiografiaNacque da Luigi XIII di Francia ed Anna d'Austria e la sua nascita apparve straordinaria, essendo avvenuta dopo 23 anni di matrimonio senza che la regina avesse partorito alcun figlio. Questo evento contribuì ad una devozione e un esempio fu quando il padre gli conferì il soprannome di Louis Dieudonné, poiché la sua nascita si vide come una grazia del Cielo. Aveva compiuto appena cinque anni quando suo padre morì. Luigi ereditò il trono di Francia, e fu nominata reggente la madre, che gestirà il potere assieme al Primo Ministro il Cardinale Mazzarino. Questi resse le sorti della Francia per molti anni e fu così influente che solo alla sua morte avvenuta il 9 marzo 1661, Luigi assunse effettivamente i pieni poteri. Durante gli anni dal 1648 al 1652 la Francia, in particolar modo Parigi, fu scossa dalla rivolta della Fronda.Un particolare episodio, secondo cui sarebbero entrati in camera del re alcuni frondisti durante una rivolta, forse lo spinse a prendere un serio provvedimento "contro" la nobiltà. Costruì a Versailles, al posto della vecchia residenza di caccia di suo padre, una reggia e vi fece alloggiare tutti i nobili; istituì un complesso cerimoniale per tenere occupati i nobili e distrarli dalla politica. La reggia venne così definita "prigione dorata", dove i nobili erano rinchiusi tra i lussi più sfrenati. Luigi, noto oltre che come il Re Sole, anche come "Luigi il Grande" (Louis le Grand)[1], governò sulla Francia per oltre settant'anni, più di qualsiasi altro monarca francese e di tutti i principali monarchi europei. Il 10 giugno 1660 sposò l'Infanta di Spagna Maria Teresa, figlia di Filippo IV. Il matrimonio non fu ben accettato da Luigi, il quale sembra fosse innamorato di Maria Mancini, nipote del Cardinale Mazzarino. Il re non fu comunque un esempio di integrità, vista la sua considerevole quantità di amanti che ebbe nel corso degli anni. modifica PoliticaVoltaire definì il regno di Luigi XIV, "le grand siècle". Durante il suo regno la Francia fu la dominatrice e il modello culturale dell'intera Europa insieme all'Inghilterra, come attestano le opere prese a modello dalla reggia di Versailles in tutta Europa, dal Castello di Drottningholm (Svezia) alla Reggia di Caserta. La frase che gli viene spesso attribuita, "L'état, c'est moi!" ("Lo Stato sono io!"), è molto probabilmente apocrifa, giacché il suo regno fu contrassegnato da grandi progressi nel diritto pubblico proprio nella distinzione tra la persona fisica del re e lo Stato, mentre più veritiera appare l'altra frase celebre attribuitagli sul letto di morte: "Je m'en vais, mais l'État demeurera toujours" (Io me ne vado, ma lo Stato resterà sempre). modifica La grandeur
Si deve al Re Sole la trasformazione della monarchia francese in monarchia assoluta, ma in funzione di una precisa strategia volta a ridurre il potere della nobiltà, sempre pronta a interferire con i suoi intrighi nelle scelte politiche della Corona. Luigi si impegnò a indebolire la nobiltà di spada anche prendendo a servizio suo o del palazzo alcuni suoi esponenti e creando così i presupposti per una nobiltà di corte, totalmente fine a se stessa, parassita dell'ambiente regio e schiava dell'"etichetta", una sorta di "gerarchia" in voga allora nella reggia per cui più si era vicini al Re nel servirlo più si saliva di etichetta. Questa sua scelta strategica trovò la propria manifestazione architettonica nella costruzione della nuova reggia a Versailles, che aveva l'ulteriore vantaggio di evitare eventuali rivolte cittadine contro il palazzo reale, come era avvenuto negli anni della Fronda. Luigi XIV fu così il vero inventore della categoria della grandeur francese, e perciò rimane assai amato dai francesi. D'altra parte, la grandeur ha alti costi, di guerre e di pace. Questi costi portarono lo stato alla bancarotta, e all'applicazione di pesanti imposte sul mondo contadino e sulla provincia. Secondo lo storico Alexis de Tocqueville, la trasformazione dei nobili in cortigiani, insieme alla crescita di una borghesia che poteva sì pensare ed esprimersi, ma non aveva accesso al potere politico, furono alla radice dell'instabilità politica, sociale ed economica che sfociarono nella Rivoluzione francese. modifica Politica amministrativaIn ambito amministrativo tolse man mano potere ai vecchi governatori provinciali, che tuttavia non esautorò, e sovrappose ad essi degli intendenti, non in gran numero e quasi tutti provenienti dall'aristocrazia e dalla nobiltà di toga. Gli intendenti erano una nuova figura amministrativa e rimasero in pianta stabile anche dopo la morte del Re Sole; avevano una dipendenza fortemente centralizzata che tuttavia persero col passare dei tempi e dei regnanti. modifica Il rapporto con la ChiesaAllo stesso modo procedette nei riguardi della Chiesa di Roma: la chiesa cattolica francese fu fortemente sostenuta, ma nella sua versione gallicana; e fece approvare nel 1682 dall'assemblea dei vescovi francesi, i quattro principi secondo cui:
Nel 1685 poi, appena morto Colbert che li proteggeva, Luigi pensò bene di liberarsi dei protestanti (in Francia chiamati ugonotti) revocando l'Editto di Nantes (revoca curiosamente motivata con il pretesto che in Francia non esistevano più protestanti) con l'Editto di Fontainebleau, il che però provocò un esodo di categorie fortemente produttive verso l'Olanda, l'Inghilterra e soprattutto verso il Brandeburgo, nucleo della Prussia, che ebbe risultati negativi sull'economia francese sia direttamente, sia sul piano della concorrenza internazionale. modifica Politica economicaIl braccio destro di Luigi XIV fu per molti anni Jean-Baptiste Colbert, controllore delle finanze dello Stato, la seconda carica più importante dopo quella regia; egli era fautore del mercantilismo. Colbert favorì in ogni modo le esportazioni ed incentivò vari campi produttivi, come ad esempio beni di lusso, ma per contro fece salire a livelli proibitivi i dazi sulle importazioni; ben presto questo protezionismo eccessivo, che favoriva la produzione di beni nazionali, portò la Francia ad essere però esclusa dai traffici commerciali europei e quindi al fallimento della politica commerciale di Colbert. In definitiva egli non seguì altro disegno se non quello di ostacolare le nazioni che facevano del commercio la loro arma vincente (come le province Unite olandesi). Il Re era solito prendere le più importanti decisioni (l'avvio o meno di una guerra, l'aumento delle imposte, ecc.) coadiuvato, anche se l'ultima parola rimase sempre a lui, dalle tre cariche statali principali, ossia i ministri degli Esteri, della Finanza e della Guerra. modifica Politica esteraPoco interessato alle imprese coloniali, Luigi condusse invece varie guerre a carattere dinastico: la Guerra di Devoluzione, la Guerra Olandese, la Guerra della Grande Alleanza e la Guerra di successione spagnola. Alla fine della Guerra di successione spagnola sul trono di Spagna era salito suo nipote Filippo V di Spagna, non per diretti meriti del Re Sole ma per scelta (in realtà fu il Papa ad indirizzarlo su quella strada) dello sfortunato Carlo II d'Asburgo, morto nel 1700 a quarant'anni. modifica Matrimonio e figliDalla moglie Maria Teresa d'Austria ebbe 6 figli che morirono tutti prima di lui:
modifica Amanti e figliLuigi XIV ebbe molte amanti, alcune delle quali esercitarono un grande ascendente sugli intrighi politici ma anche sulla cultura del loro tempo, tra cui Françoise Athénaïs de Rochechouart de Montermart, marchesa di Montespan e Françoise d'Aubigné, marchesa di Maintenon († 1719) che aveva lavorato presso di lui come governante, e che il re sposò in segreto dopo la morte della regina, nel 1683. A Versailles fece allestire scale segrete per raggiungere più facilmente le sue amiche. Queste relazioni, che irritavano fortemente il partito dei devoti e moralisti di corte tra i quali il precettore del Gran Delfino, Jacques Bénigne Bossuet, ebbero fine solo dopo il matrimonio con Madame de Maintenon. Dalle amanti ebbe i seguenti figli illegittimi (molti dei quali successivamente legittimati):
modifica Il problema della successioneI problemi legati alla successione ed il cattivo stato di salute intristirono gli anni finali del suo regno. Nel 1711 era morto il Gran Delfino; oltretutto, l'anno seguente ci fu un focolaio di vaiolo di cui morirono Luigi, duca di Borgogna (figlio del Gran Delfino) assieme alla moglie Maria Adelaide di Savoia e al loro figlio maggiore, il duca di Bretagna. Rimaneva, unico principe di sangue reale erede legittimo di Luigi XIV, il figlio minore del duca di Borgogna, Luigi, duca d'Angiò, divenuto poi re come Luigi XV. Degli altri due figli del Gran Delfino, uno, re di Spagna con il nome di Filippo V di Spagna, dovette rinunciare alla successione al trono di Francia in forza della Guerra di successione spagnola, (Trattato di Utrecht del 1713) e l'altro, Carlo, morì anch'egli prima di Luigi XIV. Il re decise allora di estendere il diritto di successione a due dei sette figli avuti dalla Montespan, Luigi Augusto di Borbone, Duca del Maine (1670-1736), e Luigi Alessandro di Borbone, Conte di Tolosa (1678-1737), anche per impedire che salisse al trono suo nipote Filippo II d'Orléans (che comunque ebbe la reggenza per il piccolo Luigi XV). Luigi XIV morì di cancrena, derivante dalla gotta contratta nell'ultimo periodo della sua vita, dopo 72 anni e 100 giorni di regno. Gli successe il pronipote Luigi, Duca d'Angiò con il nome di Luigi XV; poiché aveva solo cinque anni, fu posto sotto la reggenza (fino alla maggiore età nel 1723), del duca Filippo II d'Orléans, nipote e genero del defunto Re Sole. Pare che, alla notizia della sua morte, la Francia intera esultò e festeggiò, accendendo dei fuochi di gioia; il suo feretro, trasportato a Saint Denis, fu martoriato da sputi e fango che lanciava la folla: il suo regno era stato troppo lungo per poterlo rimpiangere. modifica Luigi XIV nella letteraturaLuigi XIV è un personaggio descritto da Alexandre Dumas nei romanzi Vent'anni dopo, e ne Il visconte di Bragelonne, appartenenti, insieme al più celebre I tre moschettieri, al "Ciclo di Richelieu e Mazzarino". modifica FilmografiaIl Re Luigi XIV è comparso nei seguenti film:
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